Il solare termico

La tecnologia per l'utilizzo termico dell'energia solare ha raggiunto maturità ed affidabilità tali da farla rientrare tra i modi più razionali e puliti per scaldare l'acqua o l'aria nell'utilizzo domestico e produttivo.

La radiazione solare, che raggiunge 1kW/m² nelle giornate di luce, resta la fonte energetica più abbondante e pulita sulla superficie terrestre.

L'applicazione più comune è il collettore solare termico utilizzato per scaldare acqua sanitaria. Un metro quadrato di collettore solare può scaldare a 45÷60 °C tra i 40  ed i 300 litri d'acqua in un giorno a secondo dell'efficienza che varia con le condizioni climatiche e con la tipologia di collettore tra 30 % e 80%.

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Le tipologie di collettori solari termici variano molto in termini di costo e di prestazioni. I collettori solari termici vanno considerati integrativi rispetto alle tecnologie tradizionali; sono considerati capaci di fornire direttamente solo parte dell'energia necessaria all'utenza, energia che altrimenti dovrebbe essere prodotta dalla caldaia tradizionale. La percentuale di energia termica prodotta annualmente da un collettore solare termico prende il nome di fattore di copertura del fabbisogno termico annuo.

E' per questo motivo che un collettore solare termico per la produzione di acqua calda sanitaria dimensionato correttamente viene progettato per soddisfare il 60÷65% del fabbisogno termico.

Il nostro progetto ha previsto l’impiego di due collettori per incasso nel tetto IDMK sviluppanti una superficie complessiva di mq. 5,04 esposti sulla falda sud est con inclinazione di 27° e un sistema di accumulo di circa 300lt.

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Se acquisti in classe A o B lo Stato ti dà un contributo (forse)!

  Anticipo questa notizia di servizio che riguarda una maggiore sensibilità da parte del governo italiano per favorire l’acquisto di edifici che consumano poco. Il decreto è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 79 del 6 aprile 2010, ed è entrato in vigore lo stesso giorno.
I consumatori e le imprese potranno cominciare ad usufruire degli incentivi a partire da giovedì 15 aprile.
Per l'acquisto degli immobili è previsto:

  • un contributo per un importo pari a 116 euro a metro quadrato (con un massimo di 7mila euro) per gli immobili con fabbisogno di energia primaria migliore almeno del 50% rispetto ai valori di cui all'allegato C, n. 1, della Tabella 1.3 del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192; CHE VUOL DIRE DI CLASSE A
  • un contributo per un importo pari a 83 euro al metro quadro (con un massimo di 5mila euro) per gli immobili con fabbisogno di energia primaria migliore almeno del 30% rispetto ai valori di cui all'allegato C, n. 1, della Tabella 1.3 del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192. CHE VUOL DIRE DI CLASSE B

Il secondo incentivo, quello da 83 euro, è rivolto solo a immobili di nuova costruzione, da utilizzare come prima abitazione.
Per usufruire degli incentivi le prestazioni energetiche degli immobili devono essere certificate sulla base delle procedure fissate dal decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, e successive modificazioni, da un soggetto accreditato.
Per ottenere gli sconti previsti per le altre tipologie di acquisti occorrerà rivolgersi al rivenditore, che verificherà la disponibilità del fondo e comunicherà al consumatore la disponibilità dell'incentivo che diventerà uno sconto sul prezzo d'acquisto.
Se il fondo risulterà esaurito, l'incentivo non scatterà.
Il decreto attuativo dello Sviluppo economico prevede che Poste Italiane attivi un call center per fornire informazioni e ponga in essere tutti gli adempimenti necessari per far arrivare il bonus nelle mani del consumatore. A sua volta, il negoziante che intende praticare lo sconto compilerà un modulo elettronico riportato in un apposito sito del ministero, poi al momento della vendita, effettuata l'emissione dello scontrino fiscale, lo trasmetterà online al "centro di contatto" delle Poste.
Vi rimando inoltre alla lettura del bell’articolo apparso su CASA 24 de il Sole 24 ore dove viene apertamente commentato in ogni suo aspetto tecnico e pratico.

Prometto che il prossimo post si parlerà di SOLARE TERMICO!

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La linea Vita

La linea vita è un dispositivo di ancoraggio per la manutenzione della copertura, è obbligatorio in Lombardia con il DGR 7/18344 del 23/07/2004, per i nuovi edifici e per quelli in fase di ristrutturazione. E’ obbligatorio ed è anche una soluzione poco costosa se si raffronta all’istallazione di un ponteggio o al noleggio di una piattaforma elevatrice. Inoltre il testo unico del decreto legislativo del 9 aprile 2008 , n. 81 ha ribadito nell’art.91, tra obblighi del coordinatore per la progettazione, di redigere il fascicolo dell’opera che è  “un documento contenente le informazioni utili alla prevenzione e protezione dai rischi cui sono esposti i lavoratori, da prendere in considerazione all’atto di eventuali lavori successivi sull’opera”.
La linea vita del nostro cantiere, fornita dalla SICURPAL di Modena, è dunque un applicazione intelligente e indispensabile oltre che utile.  In questo progetto, dato l’alta coibentazione dell’edificio, sono stati utilizzati due pali di colmo a taglio termico che impediranno alla condensa di formarsi all’interno dell’edificio causando seri problemi.

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La bozza del progetto che prevede l’uscita da un lucernario previo aggancio dell’imbragatura in dotazione al cavo che porta al colmo (percorso protetto). Ai vertici delle falde sui 4 displuvi a 2,30 dalla gronda gli attacchi anti effetto pendolo.

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posa del palo (PTL) a taglio termico sulla linea di colmo

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in prossimità del lucernario si è istallato il punto di uscita (ST8)

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ecco i due pali posizionati sul colmo

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barre filettate in opera sulla linea di displuvio a 2,30 dalla gronda dove saranno montati i dispositivi anti effetto pendolo (STR).
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Eccola istallata sul colmo 

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il percorso protetto dal lucernario

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e il dispositivo anti effetto pendolo in opera

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Nel prossimo articolo parlerò dei pannelli del SOLARE TERMICO!
Non perderli!
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Il tetto 3: struttura completata!

La copertura è praticamente terminata. Nello scorso post ho illustrato la stratigrafia e la relativa trasmittanza; ora le successive fasi che, strato dopo strato, portano alle tegole  sono qui illustrate foto per foto.

Negli scatti a seguire:


1) barriera al vapore (quella a contatto con le perline interne e quindi ambiente riscaldato)

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2) Posa del Pavatex

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3) Posa della membrana traspirante e dei listelli (in particolare la   lavorazione intorno allo scasso per la finestra Velux)

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4) Assito a completamento: l’assito garantirà una camera d’aria sottostante che permetterà una prima zona di ventilazione
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5) Ecco come si presenta la sezione in opera
 
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6) Posa della seconda membrana traspirante e dei contro listelli
 
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7) posa dei listelli porta tegole e delle tegole marsigliesi
 
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Nei prossimi articoli parlerò degli accessori che saranno applicati alla copertura: la linea vita e i pannelli del solare termico.
Non perderli!
 
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Il tetto: posa e stratigrafia

Prosegue l’opera della copertura; vi illustro il pacchetto elaborato da NRG zero che permetterà di raggiungere una trasmittanza pari a 0,1559 W/(m²K). I prodotti isolanti in fibra di legno utilizzati sono della Pavatex ed in particolare il Pavatherm 20cm e Isolair L da 3,5cm.

stratigrafia copertura

Dato il notevole spessore del pacchetto finito (26,4 cm) è stata ideata l’interruzione dei travetti in gronda con il successivo montaggio al di sopra della struttura portante in modo da snellire la copertura.

nodo 1 copertura.pdf

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Al fine di garantire una continuità storica dell’edificio ho riproposto la stessa sagomatura dei travetti utilizzata nel 1910 per la realizzazione della copertura.

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Il tetto

E’ sempre un emozione personale “portare al tetto” un fabbricato. La posa della copertura rappresenta da sempre un punto di arrivo della costruzione. Pubblicherò più post al riguardo in quanto cercherò di arricchire il più possibile con immagini le varie fasi lavorative.

Terminati i muri perimetrali si è armata la correa e in essa sono stati annegate delle barre filettate in acciaio, per l’esattezza sono 57 del Ø 16, che serviranno per agganciare la radice, cioè la banchina di legno alla quale verranno fissati i travetti.

IMG_4707 correa armata

IMG_4711 barre filettate

IMG_4796 radice posizionata

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inizio posa travi

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Seconda soletta: crescono i muri

L’impresa lavora davvero alacremente! siamo giunti alla seconda soletta (quella del piano mansarda per intenderci) ed è stato già gettato il muro centrale che accoglierà la copertura a padiglione. Si iniziano a costruire i muri di imposta (perimetrali) con un blocco in laterizio forato spesso 30cm che con cappotto da 20cm porterà il muro ad una trasmittanza davvero importante di 0.167 W/m²K.

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classe a mansarda.PDF

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Le case passive: cosa sono?

Come ormai tutti sappiamo il settore delle costruzioni ha un ruolo molto importante nelle problematiche legate all’ambiente. Dopo tanto parlare finalmente negli ultimi anni si iniziano a vedere iniziative concrete per ridurre i consumi nell’edilizia e per realizzare edifici con criteri di risparmio energetico.
Una casa in “classe A”, che fino a pochi anni fa non era neanche immaginabile, adesso è un bene reale, reperibile sul normale mercato immobiliare a prezzi paragonabili ad edifici convenzionali. In questo nuovo scenario sono presenti anche quelle che vengono definite case passive (o Passivhaus).
tabella
Come si può vedere dalla tabella in una casa passiva i consumi sono bassissimi. Per essere classificato come edificio passivo, infatti, devono essere rispettati i seguenti criteri:
RISCALDAMENTO: la domanda di energia utile netta per il riscaldamento ambientale non superiore ai 15 kW/m2a
ENERGIA PRIMARIA:
la domanda di energia primaria per tutti i servizi, inclusi riscaldamento, acqua calda sanitaria, elettricità per l’abitazione e gli ausiliari non superiore ai 120 kWh per m2 di superficie netta abitabile per anno
TENUTA ALL'ARIA: l’involucro edilizio dovrebbe presentare un risultato del test di pressurazione (a 50 Pa), non superiore a 0.6 h-1, secondo la EN 13829
COMFORT INVERNALE:
in inverno, la temperatura operativa nelle stanze può essere mantenuta sopra i 20°C, entro i limiti energetici summenzionati
Questi valori sono possibili in quanto gli edifici passivi sono caratterizzati da dispersioni così basse che il calore fornito dagli apporti solari (finestre e vetrate esposte a Sud) ed il calore prodotto e recuperato da sorgenti interne (persone, apparecchiature, macchinari, illuminazione artificiale) riescono a fornire quasi tutta l’energia necessaria per il riscaldamento invernale.
Questa tipologia di edifici si è sviluppata soprattutto nel Nord e Centro Europa (Francia, Germania, Svizzera, Austria, Svezia) dove nel 2006 erano già state realizzate più di 8.000 costruzioni conformi allo standard Passivhaus (delle quali 4000 solo in Germania). Molte di queste sono state realizzate grazie alle iniziative promosse dal progetto Cost Efficient Passive House as European Standard, più semplicemente detto CEPHEUS (per approfondimenti http://www.cepheus.de/).
Contemporaneamente alla diffusione delle case passive nel Nord Europa, inizia la richiesta di edifici a basso consumo energetico anche nel Sud dell’Europa, in paesi cioè con climi più caldi. Diventa quindi urgente trovare soluzioni che permettano di adattare il concetto di “casa passiva” anche nei paesi dove il problema maggiore è garantire il comfort estivo. Per far fronte a questa esigenza è nato Passive-On un gruppo di ricerca e diffusione patrocinato dal programma europeo SAVE Intelligent Energy e coordinato da eERG (end-use Efficiency Research Group) del Politecnico di Milano che mira alla promozione di case passive nei climi caldi (per approfondimenti http://www.passive-on.org/). Sono stati proposti dei valori limite anche per il raffrescamento estivo (energia utile netta per il raffrescamento non superiore ai 15 kW/m2a) che sicuramente saranno rivisti allorquando sarà maturata una maggiore esperienza.
Nella "Risoluzione del Parlamento europeo” del 31 gennaio 2008 su un “Piano d'azione per l'efficienza energetica: concretizzare le potenzialità“ l’articolo 29: “chiede alla Commissione di proporre, a partire dal 2011, un requisito vincolante in base al quale tutti gli edifici nuovi che necessitano di un sistema di riscaldamento e/o raffreddamento dovrebbero rispettare le norme relative alle abitazioni passive o norme equivalenti per gli edifici non residenziali nonché, a partire dal 2008, l'obbligo di utilizzare soluzioni passive di riscaldamento e raffreddamento. ” Questa proposta per adesso non è stata accolta ma ci fa capire la necessità di iniziare a progettare e costruire case passive in un’ottica di sviluppo sostenibile dell’edilizia.
di Sara Silvestro per Ecocentrico