Crescere o decrescere?

Senza necessariamente scegliere strade drastiche di riduzione dei consumi portati all’osso o al contrario continuare ad alimentare un forsennato consumismo, si può in alternativa crescere sì ma nel modo giusto, eliminando il superfluo ed investendo in qualità ed in sostenibilità ambientale. Qualche consiglio per uscire dalla crisi ad impatto zero viene dal climatologo e meteorologo Luca Mercalli, noto al grande pubblico per la partecipazione al programma televisivo di Rai Tre Che tempo che fa, condotto da Fabio Fazio.

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Per Mercalli la crisi ha la funzione di un campanello d’allarme che fa crollare il mito della crescita ad ogni costo. La soluzione per uscire dal baratro in cui stiamo sprofondando è orientare i nostri consumi sull’essenziale e sul meno inquinante, diminuire gli sprechi, diventare più autonomi, adottare uno stile di vita sostenibile, asciutto, sobrio. Qualche esempio di come imboccare questa strada? Spiega Mercalli, in un’intervista rilasciata all’Adnkronos,:

“facendo una seria analisi di tutto ciò che sprechiamo e di quanto spendiamo per il superfluo. Con pochi accorgimenti potremmo tagliare il 70% delle spese. Ad esempio, invece di comprare la macchina nuova da mostrare agli amici al bar, io (e anch’io) in casa ho messo le finestre con vetri basso emissivi, che permettono di disperdere meno energia all’esterno. Grazie ai pannelli solari, al momento non mi preoccupo di vedere crollare le borse perché i miei soldi stanno sul tetto, dove produco energia grazie al sole, invece di bruciare gas importato.”

Fonte http://www.ecologiae.com/ 

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Il risparmio energetico a casa: il video

L’ho visto l’altra sera in TV, ogni tanto passa qualcosa di buono.

Ci ha pensato SuperQuark con questo splendido servizio sulle costruzioni a basso consumo. E oggi non esiste nessuna giustificazione plausibile per non costruire un casa di classe A.1245078577292_a_superquark_piero-angela ”Con la sua forza muscolare un essere umano può produrre una energia pari circa 100 kilowattora ogni anno. Più o meno quanto è necessario per far funzionare un televisore che sia acceso 20 ore alla settimana. E per vivere? Considerando tutti i nostri consumi, sia quelli privati che quelli per i trasporti, che quelli necessari per produrre ciò che utilizziamo, ci occorrono circa 50.000 kilowattora ogni anno. Il 40%, quasi la metà di questa energia, ci serve per rispondere ai bisogni delle nostre abitazioni. È una quantità enorme che incide sull’ambiente e sui nostri portafogli. Eppure, le tecnologie che ci consentirebbero di risparmiare anche più del 90% esistono da tempo, e a conti fatti non c’è dubbio che siano convenienti anche calcolando i costi della loro realizzazione. Allora perché almeno sette italiani su dieci continuano ad abitare in case che dal punto di vista energetico sono degli autentici colabrodo?
Può sembrare paradossale, ma uno dei motivi principali per cui le abitazioni a basso consumo energetico sono così rare, è il fatto che bastano piccoli errori per vanificare gli sforzi e le migliori intenzioni. E questi errori sono frequenti, perché molte delle persone che lavorano alla costruzione o al restauro delle abitazioni, dagli architetti alle maestranze, non hanno una formazione specifica per quel che riguarda il risparmio energetico.
Ma quali sono gli errori più comuni in agguato nella costruzione o nel restauro di una casa a basso consumo?”

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-32f92c70-03a4-4453-a3c7-45833facfd99.html

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Misure europee per il risparmio energetico

Nuove misure per promuovere il risparmio energetico e aiutare l'UE a ridurre i consumi del 20% entro il 2020. La strategia dell'UE per far fronte ai cambiamenti climatici persegue tre obiettivi da realizzare entro il 2020: ridurre le  emissioni di gas serra del 20%, ricavare il 20% dell'energia da fonti rinnovabili e tagliare del 20% il consumo energetico.

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L'UE è sulla buona strada per raggiungere i primi due obiettivi, ma è in ritardo sul terzo. In assenza di un intervento, l'UE otterrà soltanto la metà delle riduzioni previste. Per recuperare il ritardo, la Commissione propone una serie di misure vincolanti per l'efficienza energetica.

Piani energetici:

La proposta prevede l'obbligo per tutti i paesi di elaborare dei piani di risparmio energetico.I fornitori di energia dovranno incoraggiare i loro clienti a diventare più efficienti dal punto di vista dei consumi, con conseguente riduzione annua del volumi di vendita pari a 1,5%. Potrebbero, ad esempio, aiutare i proprietari di case a migliorare l'efficienza dell'impianto di riscaldamento, a installare i doppi vetri e isolare il tetto. I governi potrebbero proporre metodi alternativi per raggiungere gli stessi risultati (programmi di finanziamento, accordi volontari con i fornitori, ecc..).

Tra le altre misure proposte: i governi dovranno ridurre ogni anno il consumo di energia in almeno il 3% degli edifici pubblici e tener conto dell'efficienza energetica nell'acquisto di beni e servizi; ai consumatori verranno fornite informazioni gratuite e più chiare sui loro consumi energetici, aiutandoli quindi a gestirli meglio; le grandi imprese dovranno sottoporsi ad audit energetici per individuare nuovi metodi di riduzione dei consumi; le imprese più piccole otterranno degli incentivi per fare lo stesso; gli organismi nazionali di regolamentazione dell'energia dovranno tener conto dell'efficienza energetica, in particolare quando approvano gli oneri di rete.

Da parte loro, i governi saranno tenuti a controllare l'efficienza delle nuove centrali elettriche e promuovere il recupero del calore residuo.

Le prossime tappe:

I governi dovranno approvare le misure proposte, che faranno parte di una strategia di lungo termine per trasformare l'Europa in un'economia competitiva e a basse emissioni di CO2.

Nel 2014 la Commissione valuterà se l'UE è di nuovo sulla buona strada per raggiungere l'obiettivo di ridurre del 20% i consumi energetici. Se necessario, verrà formulata una nuova proposta per fissare obiettivi nazionali vincolanti.

 

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Coppa Climatica: quando il risparmio energetico premia!

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Per 12 mesi i cittadini europei possono sfidarsi a ridurre i consumi energetici della propria casa mettendo in pratica piccoli accorgimenti o grandi misure e utilizzando anche i consigli degli esperti a disposizione

In palio 2000 euro in premi e un viaggio a Bruxelles!

(Rinnovabili.it) – Il risparmio energetico paga. E lo fa non solo permettendo di ridurre le spese legate ai consumi. Per le famiglie europee infatti c’è la possibilità di adottare misure di risparmio ed essere premiate come “campione energetico” del proprio paese o addirittura aggiudicarsi un viaggio-soggiorno a Bruxelles. Come? Semplicemente partecipando alla European Citizen Climate Cup, la gara per ridurre la CO2 dedicata alle utenze domestiche delle diverse nazione europee. L’obiettivo della competizione, che si articola su due livelli (nazionale ed europeo), è quello di favorire l’adozione di comportamenti virtuosi volti alla riduzione dei consumi elettrici e termici domestici. Per prendervi parte è necessario collegarsi al sito e registrarsi, creando un account, nell’apposito “Acconto di Risparmio Energetico” inserendo i dati riportati in almeno 2 bollette energetiche e documentando gli interventi tecnici o i comportamenti adottati in casa per un minore e più efficiente consumo di energia. Il software ESA-Energy Saving Account monitorerà il risparmio energetico conseguito e calcolerà la riduzione delle emissioni di CO2, stilando una classifica delle squadre nazionali in concorso per determinare il “Campione energetico dell’anno” e il paese vincitore della “Coppa Climatica”. L’iscrizione permette di ricevere regolarmente consulenza energetica e suggerimenti su come ridurre i propri consumi.

“Pensate – legge in una nota stampa – che l’energia sprecata annualmente per inefficienza nelle nostre case è pari all’energia prodotta da 7 centrali nucleari da 730 MWe e che circa l’80% delle emissioni di CO2 è generata dal consumo energetico quotidiano. Abbassando il riscaldamento in casa di 1°C si può tagliare la bolletta del 10%”. Il progetto, coordinato dalla società tedesca CO2ONLINE e finanziato dalla Commissione europea, si avvale della collaborazione di 14 partner provenienti da 10 paesi europei; per l’Italia sarà Adiconsum supportare le famiglie partecipanti, dando il proprio supporto di informazione e di assistenza, ad esempio fornendo un audit energetico, ovvero un check-up energetico preliminare della propria casa, una sorta di pagella energetica.

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Risparmiare energia: quotidiane piccole attenzioni

Vi segnalo questa iniziativa se abitate dalle mie parti:

http://www3.varesenews.it/tempo_libero/articolo.php?id=203029

si trattano di sei incontri per conoscere le energie rinnovabili e i modi per risparmiare consumi ed energia. Il primo è mercoledì 13 maggio a Gorla in provincia di Varese.

Altre notizie qui:

http://www.energy-for-life.info/en/energia/documenti.asp

e il file PDF da stampare e conservare come se fosse il “Bignami” del risparmio energetico:

http://www.energy-for-life.info/allegati/2011-Risparmiare-Energia.pdf 

Poi ho ritrovato in rete questo servizio di Report che con semplici gesti  ci insegna come risparmiare all’anno fino a 190 euro sull’energia elettrica. Non male!

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La mia CasaClima: recensione editoriale

Un consiglio editoriale, spassionato, in attesa che i lavori di UNA CASA DI CLASSE A proseguano…
Ho comprato questa utile pubblicazione in occasione della mia visita al Casa Clima di Bolzano e devo dire che riassume efficacemente tutte le procedure, le tecniche, gli impianti migliori per costruire una casa e riqualificare gli edifici esistenti.
C O N S I G L I A T I S S I M O !

Come vivere bene, in modo sano e rispettando l’ambiente? Quali sono i costi per ottenere una casa a basso o bassissimo consumo? Quanto si deve spendere in più per realizzare una casa ecocompatibile? Quale tipologia di impianto ci permette di risparmiare di più, sia in termini economici che di risorse? Risposte che non interessano solo chi costruisce ex-novo, ma anche chi vuole modernizzare un’abitazione.
CasaClima è diventato un riferimento per tutti coloro che scelgono il comfort, il risparmio energetico e che vogliono dare un contributo per salvaguardare l’ambiente ed il clima.
La pubblicazione, nelle sue più di 300 pagine, affronta con linguaggio semplice ed immediato le principali tematiche relative alla progettazione, costruzione e gestione di una CasaClima.
Uno strumento formativo e di consulenza indirizzato in primo luogo ai committenti affinché possano operare delle scelte consapevoli in ogni fase del processo edilizio.
Allo stesso tempo le informazioni, i suggerimenti e le soluzioni tecniche a regola d’arte proposte nel libro si offrono come utile riferimento per progettisti, imprese, artigiani e per tutti coloro che sono impegnati a vario titolo nella realizzazione di edifici energeticamente efficienti di qualità.
Si può comprare qui, che è il sito della casa editrice, e anche qui, che costa qualcosina in meno.
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Fra poco pubblico tutto sui serramenti!

La porta della casa

E sempre più difficile trovare buoni artigiani, la manualità sta scomparendo un po' come i negozi nei paesi. Quando si intraprende una particolare lavorazione che necessita abilità artigiane particolari molto spesso ci si rende conto che la ricerca delle antiche arti è diventata merce rara.
Non così per Andrea Pertile, titolare della falegnameria Pertile Serramenti, sempre pronto a trovare le soluzioni più sorprendenti. Nella Casa di CLASSE A avevamo la necessità sia di restaurare l'interessante porta di ingresso originaria del 1910 ma nel contempo dotarla della stessa trasmittanza termica dei serramenti del 2011 senza alterarne le caratteristiche estetiche.

  
Dopo una prima analisi sullo stato del legno davvero pessimo ha optato per la ricostruzione integrale del serramento asportando i preziosi intarsi floreali e le grate ornamentali in piombo lavorato riposizionandoli fedelmente.

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le varie fasi di lavoro in azienda

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ed ecco lo splendido risultato,
Una porta di CLASSE A!

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Efficienza e risparmio energetico in edilizia: la sfida per un futuro pulito e confortevole

Vi presento la nuova campagna di LEGAMBIENTE per la sensibilizzazione sull’importanza dell’efficienza energetica negli edifici. Da leggere “assolutamente”, in particolar modo il rapporto meraviglioso: Tutti in Classe A!

11 promossi e 89 bocciati su 100 edifici analizzati in 15 città: ecco “Tutti in classe A” , la nuova campagna nazionale di Legambiente per migliorare l’efficienza energetica di case e edifici pubblici.

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Nell’anniversario del Protocollo di Kyoto Legambiente propone di fare dell’edilizia il settore di punta dell’innovazione energetica: “Case di classe A e fonti rinnovabili per ridurre le bollette dei cittadini, creare lavoro e rilanciare l’economia”

Pareti senza isolamento, finestre sottili e montate male, ponti termici tra diversi materiali, serramenti e solai che facilitano le dispersioni di calore. Gli edifici in cui abitiamo e lavoriamo sono responsabili, in nove casi su dieci, di rilevanti dispersioni di calore e quindi costringono a usare riscaldamento e condizionatori, facendo così aumentare i costi in bolletta e diminuire il comfort e la vivibilità.

Una squadra di tecnici ha analizzato 100 edifici tra appartamenti e uffici in 15 città italiane, e solo 11 (tutti costruiti a Bolzano) sono quelli “promossi” da Legambiente che, con la campagna nazionale “Tutti in classe A”, vuole promuovere una nuova cultura del costruire sostenibile. Per mostrare difetti e pregi degli edifici sono state utilizzate immagini termografiche realizzate con un apposito macchinario capace di evidenziare le caratteristiche termiche ed energetiche dei materiali nelle pareti esterne dell’edificio

Legambiente ha scelto queste particolari “fotografie” per dimostrare come sia possibile riqualificare gli edifici in cui viviamo e lavoriamo per renderli, oltre che meno energivori, più belli, più ospitali, più salubri. “Con le termofoto - ha dichiarato Edoardo Zanchini, responsabile Energia di Legambiente - vogliamo rendere evidente quanto sia importante avere case ben progettate e costruite. Le foto del dossier presentato oggi mostrano con efficacia proprio la differenza tra una casa di “Classe A”, ossia con uno standard di qualità energetica che certifica un bassissimo fabbisogno di energia per il riscaldamento, e quelle costruite invece senza alcuna attenzione a questi temi.  Le prime garantiscono una migliore qualità della vita agli abitanti grazie al buon isolamento delle pareti, e a parità di comfort, possono ridurre sensibilmente la spesa per il riscaldamento invernale e fare a meno dei condizionatori d’estate, riducendo fino a un  terzo la spesa per il riscaldamento e il raffrescamento, ossia permettendo un risparmio tra i 200 e i 500 Euro l’anno a famiglia”.

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Per quanto riguarda gli edifici residenziali sono state prese in considerazione costruzioni realizzate negli ultimi dieci anni, ossia nel momento del boom dei prezzi, venduti spesso a cifre superiori a 3/4.000 euro a metro quadro. Se si considera che la differenza di costo di una Casa di Classe A rispetto a una “normale” è del 5-10%, e il costo di costruzione è 1.000 euro a mq mediamente, si capisce come non sia un problema di costi a impedire di investire nella qualità.

Sono stati analizzati anche edifici pubblici perché Regioni e Comuni hanno delle responsabilità importanti nel definire obiettivi, prestazioni e controlli in edilizia. E dovrebbero dare il buon esempio evitando sprechi nelle loro strutture. E purtroppo i risultati sono chiarissimi: bocciati 18 edifici su 19 con dispersioni a volte clamorose che obbligano ad un superlavoro i termosifoni d’inverno e i condizionatori d’estate. L’unico edificio che si salva è la nuova sede amministrativa della Provincia di Bolzano, con standard di edificio passivo CasaClima Gold.

image palazzo della Provincia di Bolzano

Per capire le differenze per chi vi abita, le foto di Bolzano mostrano le caratteristiche omogenee delle pareti, il cui isolamento permette di evitare sbalzi termici. In questo modo si possono ridurre i costi del riscaldamento e del raffrescamento. Per fare un esempio, un edificio certificato di Classe A ha bisogno di circa 30 kWh/mq anno per il riscaldamento (paragonabile alla capacità di 3 litri di gasolio per riscaldare efficientemente per un anno la superficie di 1 m²), rispetto ad un edificio nuovo di Classe C che ha bisogno di circa 70 kWh/mq anno, mentre un edificio come quelli “bocciati” dalle analisi, mediamente di classe E, ha bisogno di oltre 120 kWh/mq anno

La fotografia complessiva emersa da questo primo monitoraggio – che continuerà nei prossimi anni - mostra come la quasi totalità degli edifici censiti presentino carenze strutturali relative alle dispersioni di calore. Un risultato che evidenzia quanto poco siano cambiate, negli ultimi trenta anni, le attenzioni da parte di progettisti e costruttori nei confronti di materiali, tecnologie e modalità costruttive impiegate per il contenimento degli sprechi energetici. Secondo le stime del Ministero dello Sviluppo economico, complessivamente, il peso degli usi energetici civili rappresenta circa il 50% dei consumi elettrici e il 33% di quelli energetici totali. Diventa dunque importantissimo intervenire nel settore edilizio per ridurre i consumi energetici, intervenendo sugli sprechi, e le conseguenti emissioni di CO2. L'Unione Europea ha preso molto sul serio questa sfida con precise Direttive che hanno reso obbligatoria, anche in Italia, la certificazione energetica degli edifici nuovi e nelle compravendite di quelli già esistenti. Addirittura con la recente Direttiva 31/2010, ha introdotto un preciso obiettivo per cui dal 2021 tutti i nuovi edifici dell’Unione europea dovranno avere caratteristiche tali da non aver bisogno di apporti per il riscaldamento e il raffrescamento, oppure dovranno essere in grado di soddisfarli attraverso l’uso di fonti rinnovabili.

“L'Italia ha tutto l'interesse a percorrere questa strada – ha continuato Zanchini -. E vogliamo sollecitare Governo, Regioni e Comuni affinché accompagnino con regole chiare questa prospettiva. Ci sono stati ritardi in questi anni ma oggi la certificazione degli edifici è legge in tutta Italia, e quindi dobbiamo impegnarci per migliorare progressivamente gli obiettivi e gli standard energetici in modo da partecipare attivamente al raggiungimento degli obiettivi al 2021”.

Dal dossier Tutti in classe A realizzato da Legambiente in collaborazione con Fluke  - emerge quindi un appello al Governo perché abbia il coraggio di rendere più stringenti gli obiettivi per l’efficienza energetica in edilizia. Oggi non esiste alcuna ragione economica o tecnica che possa impedire che tutti i nuovi edifici siano progettati e costruiti per essere in Classe A di certificazione energetica, e che possano sfruttare l’energia di pannelli solari termici o fotovoltaici, pompe di calore geotermiche o di altri impianti da fonti rinnovabili per arrivare sostanzialmente ad azzerare i consumi energetici. Per Legambiente occorre dunque stabilire da subito, per i nuovi edifici e per le ristrutturazioni edilizie oltre una certa dimensione, uno standard minimo obbligatorio di Classe A su tutto il territorio nazionale. Poi, bisogna introdurre contributi obbligatori minimi e crescenti per le fonti rinnovabili negli edifici rispetto ai fabbisogni termici ed elettrici. Perché il contributo del solare termico e fotovoltaico, di biomasse, geotermia a bassa entalpia, mini-eolico può contribuire in modo significativo a soddisfare i fabbisogni di energia elettrica e termica degli edifici. Infine bisogna premiare e certificare, nelle ristrutturazioni edilizie, il miglioramento della classe energetica di appartenenza, con incentivi in funzione del “salto” effettuato (dalla C alla A, dalla E alla B), così da dare certezze agli interventi di riqualificazione energetica di alloggi e edifici. Perché solo con una ampia riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente sarà possibile ridurre in maniera sostanziale i consumi energetici civili. Questa prospettiva potrebbe essere per il nostro Paese una eccellente opportunità per incrociare gli obiettivi energetici, oggi vincolanti, con quelli (purtroppo non vincolanti e troppo spesso dimenticati) di messa in sicurezza del patrimonio edilizio (in particolare quello con più di 50 anni di età, quello abusivo e quello nelle aree a rischio idrogeologico e sismico), di adeguamento degli alloggi alle nuove domande delle famiglie, e magari di maggiore vivibilità di tante periferie.

Ma nel dossier c’è anche una valutazione sull’operato delle diverse Regioni, visto il ruolo fondamentale che hanno in questo processo, non solo nel dar seguito ai provvedimenti nazionali ma anche nell’introdurre criteri, riferimenti, controlli e sanzioni indispensabili per favorire il processo. Tra le diverse realtà emergono notevoli differenze in materia di prestazioni energetiche in edilizia.

Promosse le Province Autonome di Trento e Bolzano, la Lombardia ed il Piemonte dove le normative affrontano in maniera completa tutti gli aspetti di rendimento e certificazione energetica degli edifici, gli obblighi, i controlli e le sanzioni e dove, di conseguenza, si possono trovare esempi positivi di un nuovo modo di progettare e costruire. Promosse ma con riserva: Emilia-Romagna, Liguria e Puglia dove mancano ancora dei tasselli a completare il quadro normativo. Bocciate per alcune lacune normative: Lazio, Umbria e Valle d’Aosta, con Leggi Regionali che prevedono indicazioni ancora troppo generiche sull’efficienza energetica. Bocciate per incompletezza e inadeguatezza della normativa: Toscana, Veneto, Marche, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Sardegna, Sicilia, Abruzzo. Si tratta di intere aree del Paese in cui non esistono Leggi Regionali con obblighi sui rendimenti energetici degli edifici, sull’uso delle rinnovabili e sulla certificazione energetica. Per cui non si va oltre una generica promozione della sostenibilità in edilizia.

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