Cappotto termico esterno 2^ parte e i cementi decorativi

Post corposo. Dunque vi ho lasciato (prima delle mie meritatissime vacanze) alla posa dei pannelli che è avvenuta mediante l’utilizzo di collanti e tassellatura con la successiva stesura della rete in fibra di vetro e altra mano di rasatura; per queste lavorazioni vi rimando al sito RÖFIX dove sono presenti gli interessanti video di posa e alle foto seguenti che illustrano alcuni passaggi.

Come accennavo parecchi articoli fa la particolarità di questo edificio Liberty del 1910 (l'Art Nouveau viene comunemente indicata con il termine Liberty lo stile floreale che interessò l'architettura e le arti applicate, tra il 1890 e il primo decennio del Novecento) è la presenza dei significativi cementi decorativi (vi segnalo questo esauriente libro sull’argomento che mi è stato utilissimo: Cementi decorativi liberty. Storia, tecnica, conservazione di Giola Vittorio) e delle ringhiere che ornano l’armoniosa facciata. Questi manufatti in cemento purtroppo non possono essere recuperati in caso di un applicazione a cappotto in quanto hanno un peso proprio davvero rilevante e quindi non possono essere applicati successivamente sulla facciata.  cementi decorativi

La soluzione ci viene data dalla DECORGET di Aprilia (LT), una delle aziende più specializzata nella riproduzione di questi particolari decori, che a seguito dei miei rilievi architettonici e delle numerose fotografie a corredo ha riprodotto fedelmente i cementi nel loro originario splendore utilizzando polistirene rifinito con speciali resine e polvere di marmo.  IMG_6154

posa dei nuovi cementi decorativi contorni finestre

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seconda mano di rasante sul cappotto e particolare delle bugne riprodotte

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finitura esterna con intonachino a base acrilica

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ecco la comparazione con e senza finitura

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e la finitura sia delle facciate che dei cementi decorativi mediante l’applicazione di velatura esterna di Antiche Terre Fiorentine

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Seguitemi ancora!

FRA POCHI GIORNI VERRA’ RIMOSSO IL PONTEGGIO

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Vacanze!

I lavori stanno proseguendo e fra pochi giorni verrà tolto il ponteggio.

Appena torno pubblicherò le foto di un edifico davvero elegante!

Buone vacanze!

maybe 2

Cappotto termico esterno 1^ parte

Siamo giunti al piatto forte! L’intervento principale ed indispensabile per isolare termicamente le pareti. Essenzialmente il ''cappotto''  consiste nell'installazione di un particolare materiale isolante sui muri esterni dell'abitazione, al fine da ridurre in modo significativo le dispersioni termiche ed eliminare cosi tutti i problemi ad esso associati.
Una casa isolata male normalmente disperde molta energia all'esterno e quindi necessità di una spesa maggiore per il riscaldamento invernale e per il condizionamento estivo: semplice deduzione non vi pare? Con l’applicazione del cappotto termico la costante dispersione di calore dalle pareti viene efficacemente ostacolata e la temperatura degli ambienti si mantiene uniforme con un evidente aumento del comfort abitativo e del benessere, sia d’inverno che d’estate. Infatti l’isolante nel periodo estivo impedisce l’eccessivo surriscaldamento delle murature dovuto all’irraggiamento solare, e nella stagione fredda limita fortemente la dispersione del calore all’esterno. Inoltre, il cappotto elimina definitivamente i ponti termici, cioè la dispersione di calore da alcuni punti nevralgici dei fabbricati, come travi e pilastri che, se privi di isolamento termico, costituiscono normalmente un vero e proprio punto debole degli edifici.
Grazie al cappotto termico, le pareti isolate dall’esterno, assicurano l’eliminazione di condense e muffe. Attraverso la capacità del cappotto di bilanciare la diffusione del vapore e agevolare il flusso di umidità verso l’esterno, si ottiene un aumento percepibile del comfort abitativo e dell’igiene dell’ambiente interno.
Ma entriamo in cantiere.
Ecco la stratigrafia di progetto che prevede l’applicazione del cappotto esterno per uno spessore di 20cm polistirolo raggiungendo la trasmittanza record di 0,1784 W/m²K!trasmittanza parete
ed ecco le prime immagini della posa:
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Seguitemi ancora! ci saranno altri post dedicati al cappotto con la tassellatura, rasature ed intonachi compreso la posa dei decori esterni (cementi decorativi).
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Casa fresca d’estate

15 Ecco alcuni suggerimenti per mantenere freschi gli ambienti di casa durante l’estate senza dipendere dalla frescura del condizionatore elettrico: arieggiare bene di notte, specie nelle ore che precedono l’alba, quando la temperatura è più fresca e creare, nella abitazioni con una doppia esposizione, una moderata corrente d’aria. Di giorno, invece, tenere porte e finestre chiuse, evitare che i vetri delle finestre siano colpiti direttamente dai raggi solari ombreggiandoli dall’esterno con tende, veneziane o frangisole, non usare a lungo i fornelli di giorno. E’ meglio cuocere i cibi in anticipo la sera, arieggiando poi bene la cucina durante la notte.

Un sistema straordinario per arieggiare la casa sia d’estate che di inverno è quello di istallare un sistema di ventilazione meccanica controllata VMC, lo stesso che verrà istallato nella CASA DI CLASSE A, a cui dedicherò un corposo post.

Seguitemi che fra poco posterò un articolo sul cappotto da 20cm che stanno posando in questi giorni!

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Che cosa serve la certificazione energetica?

certificazione-energetica-edifici_2 Non tutti sanno (ancora) che in occasione dell’acquisto di un immobile o della sua locazione, a partire dal 1 luglio 2010, è obbligatorio da parte del venditore o del locatario allegare la certificazione energetica dell’immobile: si ok ma non tutti sanno cos’è una certificazione energetica e che cosa serve! Cerco di dirvelo io in linguaggio automobilistico: quanto fa la casa con pieno di metano all’anno? Poco se di classe G tanto se di classe B. Tradotto in soldi un appartamento di 120 metri quadri la differenza tra la classe energetica G (bassa qualità) e B (buona qualità) può comportare una differenza nella spesa per il riscaldamento di quasi 2000 euro l'anno. Che non mi sembra affatto poco. Come se l’automobile dei nostri sogni fosse proposta in due versioni con la stessa cilindrata e allestimento: una con consumo 50 litri / 100 km e l’altra con 5 litri/100 km, quale acquistereste? Stessa cosa è per la casa certificata A, B, C oltre a farvi risparmiare (ma tanto!) si vive dentro decisamente meglio con un calore diffuso d’inverno e clima più gradevole d’estate. Utile al riguardo anche la sesta 'Guida per il cittadino' dal titolo 'Acquisto certificato: agibilità, sicurezza ed efficienza energetica degli immobili', giuda edita dall’ Associazione dei consumatori e il Notariato  dedicata alle nuove norme relative agli edifici, sotto il profilo della sicurezza e del risparmio energetico, che consentono all'acquirente di conoscere la qualità di un immobile da acquistare e la spesa da sostenere per la sua gestione.
Insomma è importante guardare l’etichetta e imparare a leggerla sia si tratti di un vestito, di un frigorifero che di una casa, di una certa classe soprattutto!

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Edifici ad impatto ZERO dal 2020

edificio impatto zeroApprovate a Strasburgo le norme destinate all’efficienza energetica degli edifici. Tali misure introducono per la prima volta degli standard importanti per il settore edile e vanno a completare il pacchetto comunitario su clima ed energia sia sotto il profilo delle rinnovabili che della riduzione delle emissioni.
La scelta dell’esecutivo di introdurre una direttiva apposita per il comparto era nata lo scorso anno da un dato a tratti preoccupante: gli immobili rappresentano circa il 40% del consumo totale di energia dell’Unione Europea e sono la più grande fonte di emissioni nel continente; migliorare il loro rendimento energetico significherebbe dunque riuscire, in una sola mossa, a dare un forte impulso alla strategia ‘verde’ di Bruxelles. La normativa approvata dagli eurodeputati stabilisce che tutti gli edifici costruiti dopo il 31 dicembre 2020 siano prossimi alla classificazione “zero-energy, ossia rispettino elevati standard di efficienza rispondendo al fabbisogno anche attraverso il ‘massiccio’ utilizzo di energie rinnovabili.
In tal senso la Commissione stabilirà entro il 30 giugno 2011 un quadro metodologico comparativo per calcolare i livelli, a costi ottimali, delle performance minime di rendimento energetico.
Gli Stati membri s’impegneranno, invece, ad adottare misure volte a raggiungimento di tali requisiti ed a realizzare un sistema uniforme di certificazione inerente al rendimento energetico.
Possono risultare esenti da tale obbligo:
· edifici con uno speciale valore architettonico o storico;
· edifici adibiti a luoghi di culto e allo svolgimento di attività religiose;
· fabbricati temporanei con un tempo di utilizzo di due anni, siti industriali, officine ed edifici agricoli non residenziali a basso fabbisogno energetico;
· edifici residenziali utilizzati o destinati ad essere utilizzati per meno di quattro mesi l’anno e con un consumo energetico previsto di almeno il 25% rispetto a quello annuale;
· fabbricati indipendenti con una metratura utile totale inferiore a 50 m2.
Toccherà alle Amministrazioni Pubbliche aprire la strada già dalla fine del 2018 acquistando o locando solo eco-edifici, forti però del supporto economico dell’Unione che finanzierà parte di questi cambiamenti. L’assistenza di Bruxelles si effettuerà su misure e strumenti, compresi quelli di natura economica, proposti o già in atto nei ventisette paesi UE.
In caso di immobili esistenti, dove possibile, le prestazioni dovranno essere migliorate con lavori di ristrutturazione, incentivando i proprietari a installare “contatori intelligenti” e a sostituire gli impianti di riscaldamento, per l’acqua calda sanitaria e di climatizzazione con sistemi ad alta efficienza. Inoltre, gli standard dovranno essere riveduti a scadenze regolari, non superiori a cinque anni, aggiornandoli nel tempo in modo da riflettere i progressi tecnici nel settore dell’edilizia.
L’attesa ora è tutta rivolta alla pubblicazione in Gazzetta: da quel momento in poi, infatti, gli Stati avranno solo due anni di tempo per adeguare la propria legislazione nazionale alla nuova direttiva.

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Correggere i ponti termici

Uno degli aspetti fondamentali sia per edifici molto coibentati o meno è la cosiddetta correzione dei ponti termici. Ho già illustrato nel post dedicato alla termografia dove la termocamera mette in evidenza le zone dove lo scambio termico è più evidente a causa di una discontinuità dei materiali.
Premesso che l’edificio avrà un cappotto, che sarà di 20cm, permettendo quindi di creare una superficie esterna totalmente uniforme ed omogenea, l’attenzione deve concentrarsi su tutti quei manufatti che interrompono l’isolazione quali balconi e terrazze, davanzali, soglie e su stratigrafie troppo diverse. Per esempio: i sottofinestra che ospitavano i termosifoni sono in questo caso di calcestruzzo e quindi è bene intervenire ulteriormente al fine di bilanciare le trasmittanze con il resto delle murature. In questo caso si è optato per un controtavolato in neoforati da 8 cm con interposta una lastra di EPS da 4 cm:

sottofinestra 1 spessore 49,5.pdf

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taglio termico sottofinestra
Mentre per isolare il davanzale si è scelto di posarlo direttamente sulla coibentazione(sempre eps da 4cm):

taglio termico davanzale


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Stesso cura è stata prestata per i due balconi dove il taglio termico è stato garantito interponendo sempre una lastra di eps forata con un trapano in corrispondenza del passaggio dei tondini d’armatura:

taglio termico balcone
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Il solare termico

La tecnologia per l'utilizzo termico dell'energia solare ha raggiunto maturità ed affidabilità tali da farla rientrare tra i modi più razionali e puliti per scaldare l'acqua o l'aria nell'utilizzo domestico e produttivo.

La radiazione solare, che raggiunge 1kW/m² nelle giornate di luce, resta la fonte energetica più abbondante e pulita sulla superficie terrestre.

L'applicazione più comune è il collettore solare termico utilizzato per scaldare acqua sanitaria. Un metro quadrato di collettore solare può scaldare a 45÷60 °C tra i 40  ed i 300 litri d'acqua in un giorno a secondo dell'efficienza che varia con le condizioni climatiche e con la tipologia di collettore tra 30 % e 80%.

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Le tipologie di collettori solari termici variano molto in termini di costo e di prestazioni. I collettori solari termici vanno considerati integrativi rispetto alle tecnologie tradizionali; sono considerati capaci di fornire direttamente solo parte dell'energia necessaria all'utenza, energia che altrimenti dovrebbe essere prodotta dalla caldaia tradizionale. La percentuale di energia termica prodotta annualmente da un collettore solare termico prende il nome di fattore di copertura del fabbisogno termico annuo.

E' per questo motivo che un collettore solare termico per la produzione di acqua calda sanitaria dimensionato correttamente viene progettato per soddisfare il 60÷65% del fabbisogno termico.

Il nostro progetto ha previsto l’impiego di due collettori per incasso nel tetto IDMK sviluppanti una superficie complessiva di mq. 5,04 esposti sulla falda sud est con inclinazione di 27° e un sistema di accumulo di circa 300lt.

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